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le parole sono pietre, ma anche le immagini parlano


Diario


16 marzo 2012


La cantante delle isole Barbados Rihanna durante il concerto tenutosi a Torino nel dicembre 2011 (Foto Di Marco/Afp)

Rihanna canta em Turim, na Itália

 


18 gennaio 2012


Ieri notte sul raccordo anulare di Roma un camion ha sbandato e schiacciato cinque ragazzi in una auto in panne. Cinque vite umane. Il camionista non farà neanche un giorno di carcere. Vogliamo poi parlare di Schettino della nave Concordia ai domiciliari ? (Foto dal web)

 I magistrati italiani non conoscono logica e realtà, e la nostra giustizia è incomprensibile


2 settembre 2011


Negli anni settanta avevamo "Lotta continua" (c'era pure un giornale). Adesso abbiamo "Intercettazione continua" a cura di magistrati "volenterosi" che hanno cura di informarne preventivamente i giornali. E' questo l'ideale di Paese che vogliamo ? (Vignetta di Vauro)


4 agosto 2011


Basta leggere i posts de Il Cannocchiale per convincersi che in Italia ci sono tantissimi sapientoni ed intelligentoni. Secondo queste "cime" gli altri (i diversi da loro) sono degli idioti che a stento hanno il dono della parola, ma non quello dell'intelletto. Peccato però che le "cime" non abbiano la più pallida idea di come si governa un Paese (Foto in copertina di Fabio Fazio)

 


16 marzo 2011


Per gli uomini e donne "di sinistra" la Bandiera italiana era un simbolo fascista ed era impensabile cantare o suonare l'inno italiano, l'unico inno ammesso era "l'Internazionale". I tempi cambiano, ma la coerenza continua a difettare nei nostri radical-chic piddini alla Dario Fo (Foto da Impresa Mia) 

  Ma vi ricordate che i sinistri detestavano la nostra Bandiera e rifiutavano di cantare l'inno italiano ?


26 febbraio 2011


Molte volte mi sono chiesto come mai, mentre a Roma non vi è un Casinò ed il più vicino si trova a Sanremo a circa 700 Km, a Lisbona e dintorni invece ci sono addirittura due Casìnos e sono sempre pieni. Sono perciò giunto alla conclusione che i portoghesi devono essere ricchi, molto più ricchi di quanto si possa pensare in un primo momento. Come farebbero altrimenti a contendersi le macchinette considerate “buone” con delle corse mozzafiato all’apertura delle Case da gioco di Estoril e di Lisbona, ed a consentirsi interminabili giocate ?
A me piace frequentare il Casinò ma – fortunatamente – non ho il vizio del gioco. Riesco quindi quasi sempre a passare una serata piacevole, perdendo o vincendo piccole somme. Sono all’antica, e perciò vado vestito con giacca e cravatta perché in primo luogo voglio essere libero di frequentare le Gamblins rooms con la roulette e gli altri giochi classici, e poi perché, diversamente, mi sembrerebbe di stare fuori posto.

Una sera stavo giocando alla roulette, con alterna fortuna, conservando però sempre il denaro cambiato all’entrata, dato che uno dei numeri da me giocati era uscito regalandomi un premio pari a 36 volte la posta. Ad un certo punto sono andato al Bar per fare una pausa e bere qualcosa prima di rituffarmi nel gioco con le fiches ben al sicuro in una tasca dei pantaloni. Mentre sorseggio il mio gin-tonic sento una voce dietro di me che sussurra “le piacciono i Rolex?”. Mi volto e vedo davanti ai miei occhi un “Jean Claude Killy” in oro rosa “Oyster Chronographe Antimagnetique” a forma tonneau, la cosa più raffinata che avessi mai visto in vita mia, un sogno ! Immagino che sia stato costruito nell’immediato dopoguerra o agli inizi degli anni ’50.

“Complimenti” faccio io,”avete un bellissimo orologio”. “Era di mio padre buonanima, ma adesso lo vendo, ho un numero “in calore”, il 35 questa sera non ne vuole sapere di uscire, ma sono sicuro di domarlo.” ”Datemi la somma che volete, ho capito che ve ne intendete di orologi“. A parlare così è un uomo dimesso ma vestito dignitosamente come in ricordo di vecchi tempi, “Mio padre mi diceva che il denaro non è tutto e che al centro del mondo c’è l’Uomo”. “Datemi la fiche più grande che avete e godetevi questo gioiello di artigianato e di meccanica. E’ meglio che rimanga a Voi che ad un usuraio qualsiasi senza cultura, senza nobiltà, senza cuore e sentimento”. “Va bene” gli dissi, “ma diciamo che terrò l’orologio in pegno e che vi aspetto qui, tra un'ora al massimo, per restituirvelo quando voi mi restituirete la fiche”.

Non l’ho più visto, ma ogni volta che vado al Casino dell'Estoril porto sempre con me quell’orologio che non ho mai avuto la forza di indossare sperando di poterlo restituire al suo proprietario.

Chissà se quella sera è poi uscito il 35.

Breve racconto di IDP
® - Trad ita/port Opinioes

 

 

O Rolèx
 
Muitas vezes questiono-me porque, enquanto em Roma não há Casino e o mais próximo está em Sanremo a uma distância superior a 700 km, em Lisboa e arredores pelo contrário estão dois Casinos e sempre cheios de gente. Cheguei a conclusão que os portugueses devem ser ricos, muito mais ricos do que se possa pensar à primeira vista. Como se justifica senão a correria desalmada na hora da abertura das casas de jogo tanto do Estoril como em Lisboa, em busca das maquinas “sortudas” e com jogadas consecutivas sem nunca mais acabar?
Eu gosto de frequentar Casinos mas – felizmente – não tenho o vício do jogo. Consigo portanto quase sempre passar momentos agradáveis perdendo ou ganhando pequenas importâncias. Sou à moda antiga e normalmente visto-me de fato e gravata porque em primeiro lugar gosto de ser livre e poder frequentar tanto a roulette e os outros jogos clássicos como as maquinas, e em segundo lugar porque toda a minha vida me vesti assim, e diferentemente iria me sentir deslocado.
Uma noite estava a jogar na roulette, tendo sorte alternada mas sempre só utilizando o dinheiro que tinha trocado ao entrar no Casino, dado que um dos meus números tinha saído oferecendo-me um premio par a 36 vezes a minha aposta.
Depois de um bocado fui ao Bar para tomar uma bebida e fazer uma pausa antes de voltar a mergulhar-me no jogo usando as fichas que estavam bem guardadas no bolso das minhas calças.
No entanto que saboreio o meu gin-tónico oiço uma voz atrás de mim a sussurrar: “Você gosta dos Rolèxs ?”. Viro a cabeça e vejo à frente dos meus olhos um “Jean Claude Killy” de ouro rosa “Oyster Chronographe Antimagnetique” a forma tonneau, o objecto mais requintado que eu jamais tinha visto na minha vida, um sonho! Julgo que foi construído logo depois da Segunda Guerra Mundial ou também no início dos anos ’50.
“Parabéns” disse-lhe eu, “Você tem um belíssimo relógio”. E ele: “Era do meu falecido pai, mas agora pretendo vende-lo, tenho um número “quente”, o 35 que esta noite está a teimar em não sair, mas estou certo que vou conseguir domestica-lo”. “ Vendo-lho pela importância que quiser, vi que percebe de relógios”. Quem assim falava era um homem modesto mas vestido com dignidade quase para relembrar os velhos hábitos. E continuou: “O meu pai dizia que o dinheiro não é tudo na vida e que no centro do mundo está o Homem”. “Dê-me a ficha maior que tem e goze esta jóia de mecânica e de artesanato. Prefiro que fique consigo e não com um usurário sem alma, sem nobreza, sem sentimento ou coração”.
“Está bem,” disse-lhe eu, “mas digo-lhe que o relógio ficará nas minhas mãos empenhado por esta ficha, espero que daqui a uma hora possa estar de volta com a minha ficha e eu devolverei o relógio”.
Nunca mais o vi, mas cada vez que vou ao Casino do Estoril levo sempre comigo o relógio, que nunca tive a coragem de o pôr no meu pulso, porque tenho a esperança de poder devolve-lo ao seu verdadeiro proprietário.
Quem sabe se naquela noite saiu o 35.
Conto breve de IDP ® – Trad ita/port Opiniões


3 dicembre 2010


Il Presidente Dmitri Medvédev ha ricevuto a Krasnaya Polyana il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, in visita ufficiale in Russia insieme a numerosi membri del governo (Foto Vladimir Rodionov/Efe)


29 settembre 2010


I modelli della collezione primavera/estate di Versace, sulle passerelle di Milano (Foto Luca Bruno/AP)


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27 settembre 2010


Un modello della collezione primavera-estate di Versace, ispirata al racconto di Lewis Carroll "Alice nel Paese delle Meraviglie", sulle passerelle di Milano
 (Foto Stefano Rellandini/Reuters)


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22 settembre 2010


I modelli della collezione primavera/estate di Gucci alle sfilate di Milano (Foto Christophe Simon/AFP)


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