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Diario


20 luglio 2006


Nel 2000 Israele si è ritirato dal Sud del Libano e nel 2005 da Gaza, con la speranza che tali atti fossero visti come passi rischiosi ma positivi per la pace. Era lecito aspettarsi uguale moderazione dall'altro lato.Tutto il contrario ! Il sud del Libano, occupato massicciamente da Hezbollah, e la striscia di Gaza sono state trasformate in una seconda valle della Bekaa, con gli attacchi portati con i razzi, sempre più sofisticati, che aumentano quotidianamente e adesso usate come basi per i rapimenti.
Israele in questo momento è una specie di parente povero a cui tutti si sentono autorizzati a dare lezioni, ed addirittura a sgridare con il pretesto di suoi presunti errori o ingiustizie.
Con queste premesse, poco importa quello che dicono o fanno i suoi nemici. Hamas non riconosce il diritto di Israele alla esistenza ed ha come obbiettivo la sua distruzione. Il Libano non riconosce il diritto di Israele alla esistenza e vive in ostaggio di un sinistro movimento terrorista (Hezbollah), il cui proposito è la distruzione dello stato di Israele. 

Oltre ad essere obbiettivo perpetuo di atti terroristici, in questo periodo un poco più rarefatti (ed in questo ha certamente influito la costruzione del c.d. "muro della vergogna"), Israele è anche vittima permanente di attacchi militari, che partono sia dal Sud del Libano sia dalla striscia di Gaza. Davanti a ciò, il consiglio che solitamente si da ad Israele è di dimenticare questi "particolari" e continuare ad offrire più o meno tutto quello che può, in cambio di poche cose, o anche di niente.

Chi ritiene "sproporzionate" le azioni di Israele, dovrebbe chiedere ai loro "amici" di riconoscere lo stato di Israele, il quale esiste non grazie alle risoluzioni dell'Onu o ai consigli interessati delle cancellerie internazionali, ma perchè ha vinto tutte le guerre che i vicini ostili gli hanno fatto fin dal primo giorno della sua esistenza nel 1948. Ancora adesso (fortunatamente) incapaci di battere militarmente Israele, questi vicini arabi hanno scommesso sulla istigazione della intransigenza dei movimenti palestinesi, il cui popolo paga le tragi- che conseguenze di tale disgraziata influenza. Anche perchè ai vicini arabi l’ultima cosa che interessa è il bene dei palestinesi.

E' il caso dell'Iran, creatore e patrocinatore degli Hezbolah ed il più recente sponsor di Hamas. Ciò che accade attualmente in Libano è una guerra per procura tra Iran e USA. L'Iran continua a ridicolizzare e farsi beffe dei piani occidentali di controllo del programma nucleare, e la guerra indiretta che ha proclamato ad Israele gli permette di sviare l'attenzione internazionale. Gli USA, pur privi di alleati capaci di aiutarli (grazie allo stato di beatitudine irresponsabile dei paesi europei), soccorrono l'unico popolo "occidentale" che ancora riesce a fare distinzione tra amici e nemici.

Forse è già tardi, ma l'unica cosa che c'è da sperare è che Israele riesca a mettere ordine alle sue frontiere costringendo l'Iran a riconoscere con umiltà la sua impotenza a destabilizzare l'area, e forse il mondo.

 




permalink | inviato da il 20/7/2006 alle 18:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa
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